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Valencia – 3 giorni da ricordare

Valencia – 3 giorni da ricordare

Valencia è una città spagnola dalle mille sfaccettature, prima di partire non ero molto convinta che potesse piacermi, in realtà sono rimasta encantada!!!

In soli 3 giorni, la mia amica ed io siamo riuscite a vedere praticamente tutto, interrompendo le visite con pause gastronomiche degne di nota!

Se vi serve qualche consiglio per vivere 3 giorni da sogno a Valencia ecco a voi una mini guida che vi porterà alla scoperta di questa meravigliosa città!

Partiamo?

GIORNO 1

Arriviamo in albergo nel primo pomeriggio; abbiamo scelto Cathedral Suites per la location centralissima, praticamente attaccato alla cattedrale. L’albergo si è rilevato un amore, un piccolo cucinotto in stanza, caffè Nespresso, orsetti gommosi, cartine e guide turistiche a disposizione. La colazione non è a buffet, ma la sala è molto curata e dispone di una terrazza con vista mozzafiato, disponibile anche per aperitivi e dopo cena.

Come prima cosa si disfano le valigie, si scattano le foto di rito da “entusiasmo da viaggio” e via alla scoperta.

Il primo giorno di solito è sempre molto relax, quindi passeggiata esplorativa nei dintorni, shopping gastronomico e modaiolo. Ricordatevi infatti che Zara, Oysho, Bershka e compagnia bella, fanno parte della Inditex, azienda multimilionaria nata in Spagna, questo fa sì che qui i prezzi siano più bassi! Quindi conviene farci un salto!

Iniziamo il giro attraversando Plaça de la Reina e percorrendo la Calle San Vincente Martir, dove compio la mia prima tappa cibo! A Valencia infatti troverete ovunque dei negozietti simili alle nostre norcinerie, piene zeppe di prosciutto iberico o serrano! Vale la pena assaggiarne un po’ visto che viene anche servito in coni di carta, perfetti per un aperitivo da passeggio!!

Percorrendo Calle San Vincente Martir, via molto ricca anche di ristoranti, ci siamo ritrovate di fronte alla monumentale Plaça del Ayuntamiento, la piazza del Municipio, con la sua bellissima fontana, edifici in stile neoclassico e hotel super lusso. Uno snodo metropolitano che non ti aspetti di vedere in una cittadina così storica!

Attraversando la piazza si esce dalla Ciudad Veilla (Città Vecchia) e si arriva alla via dello shopping, Calle Colòn, con negozi che noi tutti conosciamo e altri, nei dintorni, più alternativi.

Dopo le compere ci siamo dirette in albergo, ma prima una sosta da McDonald’s in Plaça de la Reina per una cena take away da mangiare comodamente in albergo! Il giorno dopo sarebbe stato ricco di cose da vedere, quindi serata rilassante per noi e via a nanna!

GIORNO 2

Colazione continentale in albergo, uova e bacon ottimi! La giusta carica per una giornata piena di programmi turistici!

Prima tappa: Oceanogràfic.

Avendo poco tempo a disposizione, abbiamo deciso di approfittare dei taxi presenti in Plaça de la Reina, che si sono rilevati sorprendentemente economici. In 10 minuti siamo arrivate a destinazione!

Sapete che l’Oceanogràfic di Valencia è l’acquario più grande d’Europa situato all’interno del complesso della Ciutat de les Arts i les Ciències?

Sicuramente vale la visita, con tutti gli ecosistemi riprodotti e l’architettura davvero esemplare. Non posso però negare di essermi intristita non poco nel vedere tutti quegli animali, marini e non, diventati mera attrazione turistica; so che non è questa la sede per fare moralismi, ma sarei ipocrita a dire che è stato tutto fantastico. Sicuramente è stato tristemente affascinante, mettiamola così.

Una volta fuori dall’Oceanografico, ci siamo dirette verso il cuore pulsante della Ciutat de les Arts y les Ciències, una struttura creata a partire dal 1996 dagli architetti Santiago Calatrava e Félix Candela, che hanno voluto suddividere il complesso architettonico in 3 aree: arte, scienza e natura.

Questa città è composta da differenti strutture, tra cui le più famose che sono L’Hemisfèric, l’Agora e l’Oceonagràfic.

Una bella passeggiata nel mezzo di queste strutture maestose va assolutamente fatta. All’interno del complesso ci sono inoltre musei di arte e scienza, come il Museo de las Ciencias Príncipe Felipe.

Dopo una camminata panoramica tra opere d’arte, giardini e costruzioni architettoniche, è arrivato il momento di pensare al cibo!!! Siamo salite quindi sul primo taxi in direzione Mercato Centrale, la Mecca valenciana del food!

Il Mercado Central è famosissimo per la variegata proposta gastronomica tipicamente spagnola, perfetto se siete alla ricerca di un bocadillo, un panino con prosciutto serrano o iberico! Ne troverete di ogni tipologia, da accompagnare a formaggi spagnoli più famosi e bicchieri di sangria o vino rosso!

Io però avevo un’altra tappa da fare all’interno di questo mercato. La mia amica food blogger Teresa Balzano mi aveva infatti suggerito un ristorantino all’interno delle mura del mercato, il Cèntral Bar di Ricard Camarena, dove mi è stato servito uno dei pranzi migliori della mia vita. Ho fatto sceglier loro tutto il menù, chiedendo di farmi assaggiare prodotti tipici di Valencia, il tutto accompagnato a birre artigianali davvero ottime.

Prima cosa i gamberi, uno dei prodotti autoctoni più conosciuti, poi le melanzane che non sapevo minimamente fossero un loro ortaggio tipico. Cotte a bassa temperatura, con una riduzione di soia e spezie. Posso dire di aver mangiato le melanzane più buone della mia vita.

Una crocchetta di baccalà mantecato, qualcosa che non si può davvero dimenticare; ero talmente in estasi che i ragazzi seduti al bancone accanto a me hanno chiesto al cameriere cosa stessi mangiando!!!

Per finire, il coniglio: una carne utilizzatissima a Valencia, glassato e servito con il suo fondo, con lievi sentori di limone e servito con patate al forno. Ancora me lo sogno la notte!

Dopo un pranzo di questo genere, abbiamo poi passeggiato nei dintorni del mercato, incrociando la Plaça del Mercat, l’Església de Sant Joan del Mercat e i negozietti artigianali presenti su tutto il perimetro. Dopo aver attraversando Plaça de Lope de Vega e percorrendo Carrer de la Sombrereria, dirette verso il nostro albergo, ci siamo ritrovate davanti alla storica Horchateria de Santa Catalina, antistante l’omonima piazza. L’horchata è una bevanda famosissima a Valencia e viene servita con i fartons, una bontà assoluta, ma non era ancora il momento per provare l’horchata e abbiamo proseguito.

Dopo una sosta in albergo, ci siamo dirette verso il Barrio del Carmen, quartiere famoso per la sua vita notturna e quindi frequentatissimo dai giovani, ricco di graffiti e negozi di artigianato.

Da Plaça de la Reina, El Carmen si raggiunge a piedi percorrendo la Carrer de la Corretgeria, fino ad arrivare alla Carrer de la Cuines che sfocia sulla Plaça de la Manises! Qui Carrer dels Serrans, la via principale che porta alla Torres de Serranos che, insieme alla Torres de Quart, è una delle porte facenti parte delle antiche mura medievali della Ciutat Veilla. Costruita da Pere Balaguer, Torres de Serranos affaccia sul Plaça del Furs, e può essere visitata al costo di soli 2 euro. Bellissima la vista che si può godere dal punto più alto della torre.

Dopo la visita ci siamo “perse” nel quartiere, dove è facile rimanere incantati da queste piccole e molto caratteristiche stradine ricche di ristoranti, tapas bar, boutique di moda e negozi di souvenir. Meritano anche i graffiti sparsi un po’ ovunque all’interno di questo originale quartiere.

Questo lento vagare ci conduceva comunque alla Torres de Quart, torre dal fascino medievale unico, che ci siamo godute dalle panchine sottostanti.

Uscite da El Carmen, ci siamo dirette verso la via dello shopping e abbiamo fatto una tappa rifocillante da Starbucks; d’altronde era ottobre e un pumpking spice latte non me lo toglieva nessuno!

Giretto di shopping veloce e ritorniamo a Plaça de l’Ayuntamiento che ci riconduce verso l’hotel, ma prima…LA CENA!!!!

Avevo voglia di tapas e dato che non sapevo dove andare, mi sono affidata all’unica cosa che in questi casi è garanzia di buona qualità, cioè la presenza della fila fuori dai locali. E’ così che abbiamo cenato, dopo 10 minuti di attesa, da Sagardi, in Carrer de Sant Vicent Màrtir, dove ho mangiato le tapas più buone della mia vita. Funziona così, ogni piatto caldo viene distribuito per i tavoli dai camerieri, mentre le pietanze fredde sono esposte sul bancone, dove ci si può servire da soli. Si paga in base a quanti stuzzicadenti si hanno nel piatto, circa 2 euro a tapas, più la bevanda consumata, nel mio caso un bicchiere di vino rosso!

Qui tra bocadillo mignon, croquet de jamon, polpette di melanzane, tortillas di patate e mille altre tapas c’è da perdere la testa!

Una volta in albergo, siamo salite in terrazza e via di prosecchino della buonanotte!

GIORNO 3

Ultimo giorno, ci restano solo due cose: La Seu (la Cattedrale) e l’horchata!

Avevamo calcolato che avendo la Cathedral molto vicina all’albergo e avendo l’aereo dopo pranzo, saremmo riuscite benissimo a visitarla con tranquillità l’ultimo giorno, godendoci in relax i dintorni!

Audioguida in mano, compresa nel biglietto del costo di 7 euro, e via alla scoperta de La Seu.

In stile gotico valenzano, questa chiesa fu consacrata nel 1238. Al suo interno si trova il Santo Calice, meglio conosciuto come Sacro Graal, la famosa coppa che si pensa utilizzò Gesù durante l’Ultima Cena.

Io non sono credente, ma sapere che il Graal fosse custodito in una cappella all’interno de La Seu è stato emozionante, se non altro perchè io sono una patita del medioevo, quindi mi ha rimandato subito alle leggende di Re Artù e la tavola rotonda!!!

Uscite dalla Cattedrale, abbiamo incontrato una signora sorridente e allegra che con il suo carretto in legno vendeva la famosa horchata y fartons. Finalmente! Quale momento migliore, sorseggiare dell’horchata fresca, all’ombra della cattedrale su panchine in marmo!

Questa bibita è dissetante e golosa, non è troppo dolce come pensavo, il che rende piacevole immergere al suo interno i fartons, dei panini lunghi, morbidi e glassati, a base di pasta sfoglia fatta però con olio di semi di girasole.

La gentilissima signora mi ha fatto assaggiare anche il tubero da cui deriva questa bevanda, la chufa, prodotta proprio a Valencia.

Una bibita perfetta per coccolarsi nella bellissime e soleggiate giornate autunnali valenciane.

E’ ora di salutare Valencia, torniamo a recuperare i nostri bagagli, ma decidiamo di salire in terrazza e brindare a questa vacanza con un bicchiere di sangria, in fin dei conti non si può lasciare la Spagna senza averne bevuto almeno un bicchiere!!!

Spero di avervi incuriosita e di sapervi tutti lì intenti a prenotare la vostra prossima vacanza in questa città poliedrica, una crasi perfetta tra storia e modernità.

COSA VEDERE:

  • Plaça de la Reina
  • La Seu (la Cattedrale)
  • Plaça de l’Ayuntamiento
  • Oceanogràfic
  • Ciutat de les Arts y les Ciències
  • Mercado Central
  • Plaça del Mercat e dintorni
  • Barrio del Carmen
  • Torres de Serranos
  • Torres de Quart

CIBI TRADIZIONALI:

  • jamon ibèrico e serrano
  • bacadillo
  • sangria
  • horchata y fartons
  • paella valenciana
  • gamberoni
  • melanzane
  • coniglio

DOVE MANGIARE:

  • Mercado Central
  • Alimentari dove vendono prosciutto iberico e bocadillo
  • Sagardi (tapas bar)
  • Cèntral Bar by Ricard Camarena
  • Horchateria de Santa Catalina
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