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Pensieri durante un’estate tutta siciliana.

Pensieri durante un’estate tutta siciliana.

Non mi capitava di trascorrere tutto questo tempo in Sicilia dalle scuole medie e nonostante il mio scetticismo iniziale, devo dire che è stato tutto molto naturale qui. Lo scorrere del tempo, i ritmi, le cose da fare, le passeggiate e i giri in macchina.

Come se mi fossi improvvisamente trasferita qui, cosa che non farei, anche se si sta molto bene in questi luoghi. Non posso d’altronde rinnegare il mio odio per il caldo, la mia poca inclinazione allo stare al mare, il mio amore per il gelo e per la montagna!

“In Sicilia ho fatto le mie prime esperienze adolescenziali”

Qui però ci sono cresciuta, ho fatto le mie prime esperienze adolescenziali, il primo tiro di sigaretta, il mio primo gin tonic, la prima comitiva con i cugini più grandi, i falò in spiaggia e il primo amore rimasto platonico per tante estati consecutive.

Adoravo venire qui, finché i problemi familiari mista all’età critica del liceo, non mi hanno allontanata da tutto. Non sono una che rimpiange nulla, l’unico rimpianto che ho nella mia vita è di non essermi trasferita a New York dopo il liceo, ma ho fatto le mie scelte, sempre combattendo contro un contorno formato da persone allineate alle sottaciute regole di una società che ti inserisce in uno schema molto rigido, fatto di studio, della ricerca di un lavoro stabile (che piaccia o meno non importa) e costruzione di una famiglia.

“Ho sempre avuto fame di vita”

MI viene spesso detto che sembro un’anima in pena in cerca di un equilibrio… ma mi sono chiesta, questo equilibrio esattamente, chi lo stabilisce se non la sottoscritta? Chi dice che una persona che, ad esempio, è sempre in viaggio e alla ricerca di mille stimoli, non sia in realtà una persona equilibrata?

Io ho sempre avuto fame di vita, questo sicuramente può mettere ansia a chi, a differenza mia, sta bene vivendo in una situazione maggiormente tranquilla, più controllata e sicura. L’unica cosa a cambiare è che a me non viene proprio di stare a giudicare il modo di vivere altrui e vorrei tanto che anche la mia “smania di cose” non venisse sempre collegata ad un’insofferenza che non esiste.

Perché sono insofferente quando sono spenta e se gli stimoli che cerco mi fanno sentire a posto con il mondo, non devo per forza starmi a giustificare se ne cerco sempre di nuovi?

Ho svolto un lavoro ordinario per più di 7 anni, cercando di “vivacizzarlo” in tutti i modi, ma questo ha richiesto una fatica e uno sforzo immane e non sempre mi ha fatto bene il cercare di movimentarlo. Ero morta dentro, priva di linfa vitale, così mi sentivo… un macchinario all’interno di un rodaggio, ma inserito a caso e di quelli che smettono di funzionare, perché mantengono in moto un sistema che non è il loro.

Ero diventata quella dei no e l’unico tempo libero che mi rimaneva, non potevo dedicarlo neanche a me, perché prima ci sono sempre loro due, i miei compagni di vita, due cani di cui mi sono presa la responsabilità di prendermi cura ogni giorno.

Noi tre funzioniamo insieme, loro arricchiscono la mia vita e, di contro, io cerco di arricchire la loro, con tanto amore, divertimento e nuove esperienze, sperando di rendere la loro permanenza su questa terra, purtroppo troppo breve rispetto alla nostra, la più bella di sempre.

“Gli animali per me invece sono sconvolgenti”

Anche questo aspetto viene poco concepito, perché alla fine sono cani, dicono, mica bambini, dicono. Eppure io con i bambini tutta questa affezione non l’ho mai avuta, forse perché non sono i miei, forse perché nonostante le apparenze sono meno affettuosa e più solitaria di quanto appaio.

Gli animali, tutti, dal primo all’ultimo, per me invece sono sconvolgenti, per la loro infinita resilienza, per la loro capacità di amare senza chiedere nulla in cambio, per la voglia di vivere nonostante tutto, di lottare contro il dolore fisico anche solo per correre e giocare. Lo trovo straziante tutto questo, in senso buono, perché il loro istinto animale è così puro e immacolato da ogni tipo di psicologica cattiveria, che non ci si può davvero ritenere superiori in quanto umani, ma solo apprezzare ogni insegnamento che ci regalano.

Ieri mattina, ad esempio, ho salvato una libellula, io che non uccido neanche i ragni e le formiche; era finita nella ciotola dell’acqua, le ho dovuto dividere lentamente le ali attaccate tra loro e al suo sottilissimo corpo, impedendole di volare… mi sono messa con una penna, piano piano, delicatamente, separando prima le ali più grandi, poi quelle più piccole… la cosa assurda è che non si dimenava… ha aspettato, rassegnata, per poi sentire l’ultima ala leggera e volare via. Ed io, mi sono sentita felice.

“Raccontarmi penso sia terapeutico”

Non voglio arrivare da nessuna parte con questi discorsi, ma ogni tanto, raccontarmi nero su bianco, penso sia terapeutico, per me, per elaborare questa fase della mia vita, una fase in cui provo a smettere di cercare l’approvazione degli altri, cercando di agire come mi sento di fare, proprio come un animale farebbe, seguendo il suo istinto, nonostante tutto.

Questa estate siciliana sarà sicuramente un punto di inizio da cui ripartire, fermandosi per un po’.

Buona estate a tutti voi e come sempre, take care!!!

– The Autumn Lady

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